Varenne cremato, ceneri nell’allevamento di Eboli in attesa del mausoleo

Le ceneri di Varenne, il celebre trottatore, sono state consegnate ai titolari dell’allevamento LJ di Eboli, in provincia di Salerno, dove il cavallo ha trascorso gli ultimi anni della sua vita. La cremazione è avvenuta il 19 agosto in un centro specializzato a Ottaviano. Varenne è deceduto il 18 agosto all’età di 31 anni.
Alla cerimonia di cremazione ha partecipato Daniele Giordano, figlio di Enzo Giordano, lo storico proprietario che acquistò Varenne alla fine degli anni Novanta. Dario De Angelis, titolare dell’allevamento LJ, ha espresso gratitudine alla famiglia Giordano per aver scelto la loro struttura come ultima dimora del campione. Le ceneri saranno interrate nell’allevamento.
Bonus Casinò
100% fino a 500€ + 200 Giri Gratis
- Pacchetto di Benvenuto fino a 1.500€
- 10% di Cashback Settimanale



100% fino a 750€ + 150 Giri Gratis
- Fino a 2.000€ sui primi 3 depositi
- Ricarica del 25% ogni lunedì



150% fino a 300€ + 100 Giri Gratis
- Bonus di Benvenuto fino a 1.000€
- 50 Giri Gratis ogni venerdì
Un mausoleo per il campione
L’allevamento LJ ha già avviato i lavori per la realizzazione di un mausoleo dedicato a Varenne, che sarà accessibile al pubblico. L’obiettivo è creare un memoriale che onori la memoria del trottatore e del suo proprietario. De Angelis ha sottolineato l’importanza di rispettare le volontà di Enzo Giordano, che desiderava che Varenne rimanesse presso l’allevamento, apprezzando la dedizione del personale nella cura dei cavalli.
Il veterinario Francesco Parmeggiani, che ha assistito alla nascita di Varenne nel giugno 1994 presso la stazione di riproduzione dell’allevamento Orsi Mangelli a San Giovanni in Persiceto, ha espresso il suo orgoglio. La madre di Varenne, Ialmaz, fu fecondata con seme fresco del padre, Waikiki Beach, uno stallone americano la cui fama crebbe notevolmente grazie al successo del figlio. Varenne è nato il 19 maggio 1995 a Zenzalino di Copparo.
Il ricordo dell’allenatore Jori Turja
L’allenatore finlandese Jori Turja, che ha preparato Varenne per le corse, ha ricordato il trottatore come un fenomeno autentico. Turja, che ora ha 66 anni e vive nel suo paese, ha paragonato Varenne a Maradona se fosse stato un calciatore, evidenziando la sua capacità di accelerare sempre quando richiesto. Ha descritto il cavallo come semplice, intelligente e buono, attribuendo il suo successo a un cuore instancabile e a un DNA speciale, nonostante una genealogia considerata normale.
Turja ha raccontato che Varenne, pur essendo pigro in allenamento, si trasformava in gara. Ha ricordato il primo incontro con il cavallo, notando il suo sguardo fiero. Inizialmente, Varenne aveva difficoltà nelle curve, ma con il tempo questa è diventata una delle sue forze. La vittoria più significativa per Turja è stata quella del 2001 all’Elitlopp di Stoccolma, dove Varenne superò Victory Tilly, dimostrando al mondo di essere il numero uno.
La popolarità di Varenne era tale che gli ippodromi facevano a gara per ospitarlo, attirando anche famiglie con bambini. Questo lo rese un fenomeno globale, portandolo anche a comparire in televisione. Turja ha anche menzionato una sconfitta inaspettata nel giugno 2001 al Premio Unire a San Siro, attribuita alla sensibilità di Varenne alle punture di zanzare, che lo resero stanco negli ultimi metri della corsa.
Nonostante la sua genealogia non fosse eccezionale, Varenne si adattò rapidamente a diverse piste, vincendo in tutto il mondo, inclusi Europa e Stati Uniti. Turja ha concluso che Varenne mancherà a molti. Si stima che abbia circa 2000 figli, alcuni dei quali sono diventati campioni, ma nessuno ha raggiunto il suo livello. La famiglia Parmeggiani ha una lunga tradizione veterinaria, con Francesco che rappresenta la quinta generazione, seguendo le orme del trisavolo Felice, laureato nel 1824.
Le tecniche di fecondazione artificiale equina si sono evolute notevolmente, con centri di riproduzione specializzati in Italia. Il ricordo di Varenne, il cui padre Waikiki Beach divenne molto richiesto dopo i suoi successi, rimane vivo.
Source: repubblica.it