Il figlio di Pirlo critica il clima nel calcio dopo la vicenda della panchina azzurra

La delusione di Nicolò Pirlo
Nicolò Pirlo, figlio di Andrea Pirlo, ha espresso profonda delusione sui social media in merito alle recenti vicende che hanno coinvolto suo padre e la panchina della Nazionale. Ha sottolineato come la questione vada oltre una semplice scelta, mettendo in discussione il modo in cui le persone vengono giudicate nel mondo del calcio. Secondo Nicolò, il “rumore” sembra avere più peso della competenza, del rispetto e dei valori.
Ha evidenziato l’impegno del padre, il suo studio, i sacrifici fatti e il rispetto sempre dimostrato verso chiunque abbia condiviso il suo percorso. Nicolò ha ribadito che i valori menzionati dal padre non sono solo parole, ma principi con cui ha sempre vissuto. Questa amarezza deriva non tanto dalla perdita di una panchina, che nello sport si conquista e si perde, quanto dal clima che si è creato attorno a una persona che ha sempre lasciato parlare il proprio lavoro, senza cercare scorciatoie o consensi.
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Le dimissioni di Maldini e Leonardo
In un contesto di incertezza, Paolo Maldini e Leonardo avrebbero rassegnato le dimissioni dai loro incarichi rispettivamente di direttore tecnico e consulente della Nazionale. Questa decisione, avvenuta dopo appena 17 giorni dalla loro nomina, sarebbe collegata al caso che ha coinvolto Andrea Pirlo e la sua candidatura a commissario tecnico. La scelta di non proseguire con Pirlo, sostenuta da Maldini e Leonardo, sarebbe stata determinata dalla polemica scatenata dai suoi rapporti commerciali con Fonbet, un provider russo di scommesse.
La notizia delle dimissioni è stata riportata da SkySport, mentre era in corso una riunione tra il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, e le componenti federali per affrontare la situazione. Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, ha dichiarato di non essere sorpreso dalle dimissioni, affermando che la situazione era “nell’aria” e che Maldini aveva scelto Pirlo, il quale però non sarebbe diventato il CT. Simonelli ha espresso rammarico per la perdita di Maldini, considerandolo una persona di valore.
Anche Giancarlo Abete, presidente della Lnd, ha commentato la situazione, sottolineando come la federazione non sia abituata a tali circostanze. Ha aggiunto che le dimissioni di Maldini e Leonardo, sebbene non ancora formalizzate, sono state apprese dai media durante la riunione. Abete ha menzionato che fino a poco prima si stavano valutando le alternative proposte dal direttore tecnico e dall’advisor, ma ora è necessario ripartire con un progetto serio. Ha inoltre ricordato che il colloquio iniziale era partito dalla trattativa con Guardiola, seguita dall’indicazione di Pirlo, dopo la quale sono emersi i problemi legati alle attività non note alla Federazione al momento della scelta.
I possibili scenari per la panchina azzurra
A seguito del ritiro della candidatura di Andrea Pirlo, il nome di Roberto Mancini è emerso come favorito per la panchina azzurra, in quanto profilo preferito da Malagò. Un altro nome che rimane in considerazione è quello di Antonio Conte, attualmente libero dopo aver lasciato il Napoli e visto come una scelta gradita dai club di Serie A. Tuttavia, la vicenda ha messo in discussione l’intero assetto del nuovo progetto per la Nazionale, con il rischio di un “naufragio” che potrebbe essere evitato dall’ascesa di Thiago Motta.
Quest’ultimo è considerato un candidato in netta ascesa per diventare il nuovo CT, capace di mettere d’accordo le diverse parti. La FIGC, dopo gli eventi recenti, sta procedendo con cautela. Le parole di Malagò, intercettato al rientro nella sede della Federazione, indicano una posizione di prudenza, ma il nome di Motta sembra essere quello giusto per riconnettersi con le idee di Maldini e Leonardo. L’orientamento sarebbe verso un nome giovane, che abbia familiarità con Coverciano e che sappia lavorare con i giovani, risorsa fondamentale per la ripartenza dell’Italia dopo la terza esclusione consecutiva da un Mondiale. Secondo Malagò, la Nazionale avrà il suo nuovo CT a breve, forse entro domani, con tutti gli indizi che portano a Motta, anche per scongiurare l’addio simultaneo di Maldini e Leonardo.
La polemica ha coinvolto anche il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, il quale ha definito la rinuncia di Pirlo come una “brutta figura da recuperare”. A questa dichiarazione, Malagò ha replicato con un secco: “Brutta figura? Bisogna vedere chi l’ha fatta”, evidenziando il clima di tensione e il rimpallo di responsabilità sulla vicenda Pirlo. Il post di Pirlo sui suoi canali social, pubblicato domenica sera, ha espresso amarezza per la fine del suo sogno azzurro.
La situazione attuale evidenzia una fase di incertezza e riorganizzazione all’interno della FIGC, con la ricerca di una soluzione che possa stabilizzare la guida tecnica della Nazionale e il suo progetto futuro. La decisione finale sul nuovo CT è attesa per i prossimi giorni, con l’obiettivo di evitare ulteriori scosse nel calcio italiano.
Source: ilfattoquotidiano.it